Si rivolgeva al nostro Team di avvocati e medici legali, un uomo, vittima di malasanità e, in particolare, di un errore avvenuto nel corso di un esame endoscopico di controllo (in particolare, di una esofago-gastro-duodenoscopia o EGDS), che determinava la perforazione dell’esogago con un importante danno permanente, stimato oltre il 70%, con conseguente risarcibilità anche dei danni morali esitati dai famigliari della vittima principale (cosiddetti vittime secondarie o di riflesso o di rimbalzo).
Nel corso della procedura endoscopica, il paziente avvertiva un importante dolore in sede toraco-dorsale, che andava spontaneamente diminuendo nel corso dei minuti. Il paziente riferiva ai sanitari la presenza di tale dolore, senza che venisse preso alcun provvedimento in proposito. Nei giorni successivi, comparve dolore in sede dorsale, progressivamente ingravescente, per il quale venne prescritta assunzione di antidolorifici.
Persistendo le algie, il paziente afferiva al Pronto soccorso dove veniva sottoposto a TAC toraco-addominale con mezzo di contrasto, che evidenziava la presenza di una fistola aorto-esofagea per la quale veniva consigliata urgente chirurgia vascolare per posizionamento di endoprotesi.
Il paziente veniva sottoposto a plurimi interventi, esitando anche una digiunostomia nutrizionale e necessitando di nutrizione parenterale per un lunghissimo periodo di tempo, con conseguente depressione reattiva.
Infatti, oltre alla perforazione esofagea con fistola, conseguente alla lesione con sfondamento della parete esofagea, avvenuta nel corso dell’esame endoscopico, si rilevava anche la presenza di una fistola esofago-bronchiale, sempre in nesso di causa con l’errata manovra endoscopica.
Il paziente rimaneva per nove otto mesi nell’assoluta impossibilità di assumere, per bocca, né cibo né acqua, dovendo essere nutrito prima con nutrizione parenterale totale (NPT), poi con nutrizione enterale (EN) da digiunostomia chirurgica e costretto, infine, a seguire un lungo periodo di riabilitazione alimentare.
Nel caso in esame, vennero, dunque, commessi errori tecnici nell’esecuzione della procedura endoscopia di EGDS, con conseguenti danni biologici (permanenti e temporanei), integranti macrolesione, oltre che morali ed esistenziali per il danneggiato prinicipale, con totale sconvoglimento delle abitudini di vita anche dei suoi famigliari, che, grazie al nostro intervento, venivano tutti integralmente risarciti.
Sul punto, si rammenta che il danno riflesso, pur trovando la sua origine in un evento che colpisce la vittima principale, si produce anche nella sfera giuridica delle cosiddette vittime secondarie (o di rimbalzo), le quali acquisiscono il diritto al risarcimento del relativo pregiudizio iure proprio, sia con riferimento ai danni non patrimoniali (eventuale danno biologico, morale, dinamico-relazionale), sia a quelli patrimoniali, derivati dal venir meno dell’apporto dell’attività lavorativa del soggetto leso (se fonte di sostegno ecnomico per la famiglia), nonché, in via diretta, dalla diminuzione patrimoniale degli introiti dei familiari stessi, impegnati nelle cure del proprio congiunto.
Se Voi o un Vostro caro è stato vittima di un evento come quello qui descritto, potete contattare la nostra struttura ed avviare gratuitamente l’analisi legale e medico legale, oltre che specialistica del Vostro caso e lottare con noi al Vostro fianco, per ottenere il giusto risarcimento del danno subito.
