Si rivolgeva al nostro Team di avvocati e medici legali, il figlio di un’anziana signora, rimasta vittima di malasanità e, in particolare, di un’endoftalmite post chirurgica, esitata in seguito ad un intervento di facoemusificazione ed impianto di IOL (lente intraoculare – intra ocular lens) nel sacco capsulare, per cataratta dell’occhio sinistro, che determinava un danno permanente e molteplici conseguenze negative, anche in termini dinamico relazionali.
L’intervento fu preceduto da controllo oculistico dal quale non emersero fattori di rischio locali nè venivano riferiti fattori di rischio sistemici (si rimanda al nostro focus sui fattori di rischio dell’endoftalmite).
Durante l’intervento non veniva eseguita alcuna terapia con antibiotico.
La paziente venne dimessa con prescrizione di terapia antibiotica e cortisonica locale. A tre giorni dall’intervento, la danneggiata iniziò a lamentare importante calo della vista nell’occhio operato ed intenso dolore locale, pertanto, si presentò al Pronto Soccorso ove fu posta diagnosi di endoftalmite in occhio sinistro, in esiti di intervento di facoemulsificazione.
Fu, dunque, ricoverata presso la Divisione Oculistica del medesimo nosocomio ove venne sottoposta a terapia con antibiotico in vena, in attesa di eseguire l’intervento di vitrectomia con rimozione della IOL e del sacco capsulare.
Gli esiti dell’intervento, dunque, comportarono dolore costante in regione periorbitaria sinistra, sensazione di disequilibrio ed impaccio in molte attività del vivere quotidiano, difficoltà financo nell’uscire di casa per la paura – peraltro concreta – di cadute, legate alla difficoltà di individuare rapidamente ostacoli quali gradini, sconnessioni del terreno e simili, stante la visione ormai monoculare. A ciò si aggiungevano i disagi legati all’impossibilità alla lettura e alla compilazione dei giochi enigmistici dei quali la donna era appassionata, con ripercussioni anche dinamico relazionali.
L’endoftalmite settica post-facoemulsificazione con impianto di cristallino artificiale è un’infezione della parte interna del bulbo oculare conseguente all’atto chirurgico, spesso associata a permanente riduzione dell’acuità visiva finale.
In conclusione la paziente, a seguito ed a causa della infezione endoftalmitica conseguente all’atto chirurgico di facoemulsificazione con impianto di cristallino in occhio sinistro, determinata dalla mancata somministrazione di antibiotico, sia in sede pre-operatoria, sia durante l’intervento chirurgico, ha dovuto essere sottoposta ad un nuovo intervento di vitrectomia, rimozione della IOL e del sacco capsulare perdendo definitivamente la vista dall’occhio operato.
Le predette lesioni integravano, dunque, componenti di danno biologico permanente e temporaneo, debitamente risarcite alla danneggiata, con maggiorazione del danno anche dinamico relazionale, grazie al supporto del nostro Team di medici e avvocati.
Se Voi o un Vostro caro è stato vittima di un evento simile a quello qui descritto, potete contattare la nostra struttura ed avviare, gratuitamente, l’analisi legale e medico legale oltre che specialistica del caso e lottare con noi al Vostro fianco, per ottenere il giusto risarcimento del danno subito.
