Perforazione del colon a seguito di colonscopia

Sottoposto a colonscopia nelle ore pomeridiane, un paziente nella notte successiva lamentò importanti dolori addominali e consultò, telefonicamente, il proprio medico di fiducia che lo indusse a rivolgersi al Pronto Soccorso. Quivi, preso atto di Blumberg positivo, difesa addominale con dolore a palpazione, si decise il ricovero presso la U.O. di Videolaparoscopia, ove la TAC eseguita evidenziò pneumoperitoneo (sospetta lesione iatrogena post colonscopia). Il paziente, dunque, venne tempestivamente operato ed all’esplorazione dell’addome si osservava la presenza di materiale torbido, similpurulento, lungo la curva colica, in sede sottoepatica e nello scavo pelvico. La diagnosi finale chirurgica fu quella di pneumoperitoneo con segni di peritonite sierosa in operato di polipectomia endoscopica (lesione iatrogena).

In sostanza, nel corso della colonscopia venne cagionata una perforazione colposa della parete del colon che comportò una peritonite con la necessità di un tempestivo intervento di resezione colica e drenaggio della raccolta di fluidi, toilette peritoneale e confezionamento di colostomia.

Seguirono settimane di degenza con un cospicuo danno anche patrimoniale per il paziente, impossibilitato ad attendere alla propria attività lavorativa autonoma.

Nei mesi successivi, il paziente soffrì le conseguenze organiche e psicologiche dell’ano praeter, che condizionò la sua vita relazionale (con conseguenze anche sulla vita sessuale e impatto psichico con conseguente epidosio depressivo maggiore) e professionale, e solamente l’anno successivo fu sottoposto ad intervento chirurgico di ricanalizzazione.

I periti del Giudici hanno avuto modo di confermare che per una colonscopia sicura e confortevole è essenziale un colon pulito. Una scarsa toelette intestinale comporta una inadeguata esplorazione della muscosa del colon, una eccessiva insuflazione di aria durante l’inserimento del colonscopio, aumentando così i rischi di perforazione.

Una perfetta pulizia del colon in sede di preparazione alla colonscopia è, pertanto, fondamentale per prevenire perforazioni ed il mancato riconoscimento precoce della stessa, che può essere disastroso in quanto favorisce, con il passare del tempo, la contaminazione della cavità peritoneale, rischiando di sfociare in una sepsi generalizzata con esiti talvolta mortali.

Per chiudere le perforazioni, si può ricorrere al posizionamento di clips per via endoscopica. L’efficacia di tale trattamento si ha nel 69%-93% dei casi e il suo successo è legato ad alcuni fattori: perforazione inferiore a 2 cm di lunghezza; precoce riconoscimento della perforazione; colon pulito; pronta e completa chiusura della breccia.

Nel caso in esame, il nostro paziente fu sottoposto a colonscopia, ma essendo presenti abbondanti residui fecali, non si sarebbe dovuto proseguire l’esame endoscopico. Colposamente, invece, i sanitari lo proseguirono e causarono la perferozione della parete del colon senza, successivamente, individuarla e trattarla.

Pieno è stato il risarcimento ottenuto, sia dei danni biologico, morale ed esistenziale subiti, sia dei cospicui danni patrimoniali per non aver il paziente potuto attendere, per oltre un anno, alla propria attività professionale.

Se anche a Voi o ad un Vostro caro è accaduto qualcosa di simile potrete rivolgerVi alla nostra struttura per essere seguiti in tutte le fasi della richiesta risarcitoria ed ottenere giustizia ed il giusto risarcimento del Vostro danno.