In un caso da noi trattato, un paziente, portatore di un ependimoma spinale (tumore benigno del sistema nervoso centrale che può svilupparsi sia a livello dell’encefalo che del midollo spinale) a livello L1-L2 extramidollare, endorachideo, annidato nelle radici delle cauda, si rivolse presso una struttura neurochirurgica al fine di rimuovere la formazione.
L’ependimoma, come detto, è una neoplasia benigna che, accrescendosi all’interno di uno spazio chiuso come il canale rachideo, può determinare, per compressione, lesioni midollari e/o alle radici nervose.
Nel caso in oggetto, la neoplasia aveva dimensioni già cospicue ed aveva iniziato a comprimere le radici destinate agli arti inferiori, condizionando algie e qualche disturbo di sensibilità.
A seguito dell’intervento, erroneamente realizzato perché si è verificata la traumatizzazione delle radici nervose nel tentativo di asportare la neoplasia, il paziente ha esitato una grave paresi degli arti inferiori e la perdita totale della funzione sfinterica, in pratica, una grave forma di sindrome della cauda equina.
Quando la funzione naturale della cauda equina viene compromessa, si verifica una pressione sui nervi spinali che coinvolge il sistema simpatico e parasimpatico.
I sintomi iniziali della sindrome della cauda equina sono ritenzione urinaria, anestesia a sella, lombalgia severa, debolezza degli arti inferiori, assenza bilaterale del riflesso patellare; mentre, nelle fasi più avanzate, la sintomatologia è decisamente più severa e comprende: incontinenza urinaria e fecale, paraplegia e disfunzione erettile.
I periti del giudice hanno confermato la relazione dei nostri specialisti ed hanno affermato che, se da un lato, l’indicazione alla procedura chirurgica per il paziente fosse corretta (in quanto, se lasciata all’evoluzione naturale, la lesione si sarebbe ingrandita fino a provocare gravi danni), dall’altra, la lesione delle radici nervose durante la fase operatoria ha costituito una condotta erronea ed ha determinato i gravissimi danni riportati dal paziente.
L’intervento, proseguono i periti del giudice, ha causato un quadro di grave paresi agli arti inferiori con deficit pressochè completo della funzionalità sfinterica.
Irrilevante è stata ritenuta l’assenza di ematomi in sede chirurgica, mentre la prova regina del trauma e dell’errore medico è stato il significativo stato edematoso post chirurgico delle radici nervose.
Stante i gravisssimi danni permanenti patiti dal paziente, sia biologici che morali, ma anche ecomonici, abbiamo ottenuto per lui un maxi risarcimento.
Se anche a Voi o ad un Vostro caro è accaduto qualcosa di simile potrete rivolgerVi alla nostra struttura per essere seguiti in tutte le fasi della richiesta risarcitoria per ottenere giustizia ed il giusto risarcimento del Vostro danno.
